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Sancta Militia

Per molti anni, dopo il Giorno del Giudizio, il Sanctum Imperium non ha avuto un vero e proprio esercito, ma si è affidato a Templari, Excubitores e Cacciatori di Morti. Questi gruppi, addestrati all’uso delle armi ma composti da poche unità per lo più indipendenti tra loro, si sono rivelati determinanti per la sopravvivenza delle popolazioni del Sanctum Imperium, vista la parte attiva che hanno avuto, e hanno tuttora, nella lotta contro i Morti.

Di fatto però l’Italia si è trovata, fino al 1951, inerme e indifesa sa contro le sopravvissute potenze europee, Dal 1952 in poi si è iniziato a riorganizzare un esercito capace di difendere il suolo del Sanctum Imperium, ma nei primi anni poco si è fatto, tranne discutere e lottare politicamente per assicurarsi un ruolo di spicco nella nuova organizzazione. Vescovi e Cardinali discutevano su come riorganizzare forze umane e mezzi, ma al centro dello scontro stavano il Grande Inquisitore Gregorio Santarosa e il Gran Maestro dell’Ordine Templare, Renato da Cianciano.

Entrambi avrebbero voluto il controllo dell’esercito, per poter aumentare la propria influenza sulla politica e sulla società della penisola italiana. Nel 1955, in vista dell’annessione della Piccola Italia e degli inquietanti contatti avuti con il Regno di Osiride, lo Stato Pontificio ha deciso di ricreare un forte esercito in breve tempo. Le dispute sono state placate dal Papa in persona, che ha accentrato su di sé e sui Generali del vecchio esercito civile ogni responsabilità e decisione. Di fatto quindi l’esercito è oggi una forza relativamente esterna ai giochi di potere ecclesiastici e pertanto mantiene una forte autonomia da ogni pressione esercitata dai vari Ordini. La riorganizzazione dell’Esercito Pontificio, o Sancta Militia, ha visto la creazione di tre categorie militari: i Missionari, i Crociati e l’Elite.

I Missionari sono l’unico gruppo ecclesiastico annoverato nelle fila dell’esercito. Provenienti dai diversi Ordini monastici questi uomini rispondono alla disciplina di Dio e dei loro ufficiali, anch’essi uomini di Fede. Addestrati alle tecniche di sopravvivenza, alla diplomazia, alle tecniche mediche di base, all’uso di alcune armi e soprattutto di alcuni strumenti tattici, i Missionari vengono impiegati per aiutare le popolazioni in difficoltà, portando sia aiuto che medicinali, e cooperando nell’organizzazione e nella ricostruzione di aree riconquistate alla ferocia dei Morti.

Spesso questi gruppi sono accompagnati, o seguono, gruppi di Crociati, meglio armati e più preparati ad affrontare situazioni pericolose. I compiti dei Missionari sono inoltre quelli classici dei cappellani dell’esercito e dei missionari della tradizione storica. Portano dunque la parola di Cristo nel silenzio della paura, la luce della Croce nell’oscurità delle terre assediate dalla morte. Vestono con i paramenti propri dei propri Ordini di origine, modificati con una “M” sormontata da una croce posta sul petto, inoltre sono riconoscibili perché, a differenza di propri compagni chiusi nei conventi, portano scarponi militari, zaini, pantaloni comodi e, non di rado, elmetti, ma soprattutto sono gli unici frati che imbracciano, anche se di rado, fucili e pistole.

I Crociati sono il cuore dell’esercito italiano. Preparati all’uso delle armi e a rispettare gli ordini, sono stati impiegati nella colonizzazione della Piccola Italia, al fianco di Templari e Missionari. I Crociati vivono e pensano come dei veri militari, sono laici, e tra di loro possono esserci anche delle donne, anche se la cosa è molto rara, visto che l’ambiente è comunque estremamente misogino. Sono armati con riproduzioni delle armi che hanno infiammato il mondo nella Seconda Guerra Mondiale e viaggiano sempre assieme ad un Crociato Nero, esperto ed equipaggiato per affrontare i Morti.

I Crociati Neri, spesso ex-Cacciatori di Morti, hanno la facoltà di prendere il comando, qualunque sia il loro grado, in caso di pericolo, cioè quando i Morti sono in superiorità numerica o se viene avvistato un Ferox, o qualcosa di peggiore. Contro, i Morti le armi impiegate sono i lanciafiamme, vecchie mitragliatrici da campo e carri speciali detti Scudi di Pace, dotati di pale rotanti capaci di fare a pezzi i Morti più lenti e armi da fuoco o lanciafiamme da utilizzarsi nelle situazioni di maggiore rischio. Gli Scudi di Pace sono in forza a due speciali gruppi di Crociati, formati unicamente da Crociati Neri, che ancora non sono stati impiegati sul campo, se non nella Piccola Italia e in altri scenari molto particolari.

Il vero scopo per cui sono stati creati i Crociati, però, non è quello di sostare sul suolo Italiano; le esercitazioni vertono a migliorare l’efficacia dei militari in ambienti urbani e sotto il sole più cocente. Presto, se i lavori diplomatici andranno in porto, gruppi di uomini fedeli al Papa e capaci di combattere verranno mandati a Parigi e poi, forse, al Cairo. I Crociati vestono con una divisa molto simile a quella utilizzata dall’esercito italiano durante l’ultima guerra, di colore blu, sulla quale è però stampata o ricamata una grande croce bianca sul davanti. I Crociati Neri hanno divise identiche ai loro colleghi ma di colore nero con croce bianca.

Tutte le onorificenze e i gradi militari sono sostituiti da immaginari a carattere sacro. L’Elitè è costituita da un numero contenuto di ex-militari e di giovani brillanti reclutati da tutto il territorio nazionale. Questi individui vengono addestrati all’uso di veicoli e automezzi di ultima generazione, materiale dal costo enorme che richiede uomini particolarmente preparati, responsabili e decisi.

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